Dopo il successo di L’ultimo Abele – Storia di un’ossessione, torna a far parlare di sé Massimo della Penna con un romanzo di genere rosa. Sono solo io – Storia di uno strano.

 

Ma chi è nello specifico Massimo Della Penna, andiamo a conoscerlo insieme.

1) Ciao Massimo, partiamo da una domanda che ti avranno fatto in molti, ma che potremmo definire d’obbligo. Ogni autore si affaccia in modo diverso alla narrazione. Qual è stato il tuo percorso, cosa ti ha spinto ad afferrare una penna e scrivere la tua prima storia? Ho iniziato a scrivere quando ero un  bambino, povero e figlio di divorziati. Riempivo i diari con la descrizione delle mie giornate per evadere dalla realtà, inventando una realtà ben diversa da quella che vivevo. Poi, molto poi, è arrivato il primo blog, dieci anni fa, e adesso i romanzi…

2) Quali sono gli autori che ti hanno formato e a chi di loro ti sei ispirato per la realizzazione del tuo ultimo romanzo?  Per la formazione, direi gli autori che amo, vale a dire Fallaci, Eco, Hemingway, Mark Twain, King, Calvino, Fante e Marquez e, ovviamente, Sterne. Per il mio ultimo lavoro, però, mi sono ispirato alla tetralogia di Mishima (altro autore di cui cercherò di leggere tutto) “Il mare della fertilità”, un’opera immensa sulla metemspicosi. E così ti svelo un aspetto: Sono solo io è il primo volume di una tetralogia, che parlerà di metempsicosi. Come l’opera di Mishima, però, ogni volume sarà anche auto-conclusivo, il lettore potrà quindi leggere uno qualsiasi dei quattro romanzi, senza rimanere mai “appeso”.

3) L’ultimo Abele e Sono solo io sono due storie totalmente diverse. Mi chiedo come mai la decisione di cambiare genere? Era qualcosa di preventivato o è stata l’ispirazione a guidarti?  L’ultimo Abele è totalmente autobiografico, è la storia del tradimento che mi ha portato a interrompere per quattro anni ogni scrittura. Era quindi impossibile continuare, avrei dovuto vivere una nuova vita per raccontarne un’altra! Comunque, no, non era preventivato, è stata l’ispirazione e alcune riflessioni indotte dalla lettura di un manuale sul romanzo popolare di Eco.

4) Forse ora farò una domanda “cliché” ma mi interessa molto sapere come mai un uomo si cimenta nella stesura di un romanzo rosa? Genere tra l’altro un po’ sottovalutato da coloro che suppongono di conoscere la vera letteratura. E’ un romanzo sull’amore, su un amore peraltro molto particolare e cererbale, non so se sia 100×100 “rosa”, comunque coloro che suppongono di conoscere la letteratura, dovrebbero sapere che tutti i grandi romanzi parlano sempre o dell’amore o della morte. Tolstoj docet… Quanto a me, seguendo il tuo clichè, forse è che ho da sempre avuto una forte componente femminile che non ho mai nascosto, essendo cresciuto senza un padre e con due madri… insomma, sono il tipo che piange leggendo romanzi intensi (ho pianto pure con Il miglio verde di Stephen King…), e non riesco a immaginare di scrivere un romanzo che ne sia privo o di cui, anzi, l’amore non sia la chiave di volta.

5) Quanto tempo hai impiegato a scrivere “Sono solo io”? Una vita! In realtà, da quando ho iniziato a scrivere son trascorsi otto mesi, benchè abbia raccolto materiale di studio (per i dialoghi in cui Telemaco racconta la storia della carta e dei libri) ben prima di scrivere. In tutto direi un anno.

6) Potresti riassumerci l’intero libro in una frase breve. Nulla esiste, se non accade.

7) Pensi che ci sia un messaggio tra le righe del tuo romanzo? Se si quale? Adesso è difficile comprendere, essendo il primo di quattro volumi. A rischio di spoilerare, direi che il messaggio potrebbe essere: abbiamo una vita sola, sacra, e abbiamo tutti un universo dentro difficile da comprendere in tutta la sua estensione. I giudizi, lasciamoli al tempo.

8) Il rapporto con i lettori sta cambiando; un tempo gli autori erano inavvicinabili, oggi con i social il contatto è stretto. Come vivi questo rapporto, e quanto influenza le tue scelte? Vivo con estrema gioia questa vicinanza e imparo continuamente. La cover l’ho scelta grazie a un sondaggio! (a dirla tutta, preferivo quella che hanno bocciato… ma 140 a 30 era un punteggio schiacciante!). Poi la collaborazione è stata indispensabile. Cinque lettori affezionati ad Abele mi hanno corretto le bozze di Sono solo io, e la storia della carta me l’ha praticamente insegnata una biblioteconoma con una lunghissima corrispondenza epistolare. Insomma, sono una risorsa infinita i lettori, puoi avere competenze di altri settori, spunti, riflessioni, racconti di vita, io parlo moltissimo in privato con le persone, con cui spesso nascono amicizie da cui traggo sempre tantissima ispirazione. E infine, ovviamente, il networking, senza loro sarebbe impossibile!

9) Hai altri lavori in cantiere? Il secondo volume di Sono solo io è già in cantiere, ma credo ci vorrà almeno fino alla primavera per poterlo vedere nascere!

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Sinossi:

“Non chiedetemi se è la mia storia. Sono sempre la mia storia.
L’amore l’ho vissuto fino in fondo. Nelle crepe sottili aperte ai bordi di questo pazzo mondo, ho bevuto luce a filamenti e ho cantato una ninna nanna al mio bimbo che ho perduto dentro il bosco.
La sua mamma ha atteso sulle sponde del mio letto che io aprissi un poco gli occhi e la vedessi bella come un sole tondo.
Leggetela con gli occhi, la mia storia. La nostra storia, dolce e amara, come il miele sopra l’odio.
Leggetela solo con i vostri occhi, perchè la mente vi raggira.
E tutto è solo ciò che sembra.
Sempre.
Tutto.
Sono solo io.
E questa è la storia di uno strano.”

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