Il libro di cui vi parlerò oggi è Newton contro Dio di Alessandro Dolce.

Già il titolo del romanzo ci suggerisce che la trama avrà un certo spessore e Dolce non ci delude, raccontandoci una storia ricca di elementi di spunto interessanti. Un vero e proprio thriller dove una comunità scientifica si troverà costretta a ricorrere all’omicidio per salvaguardare una delle teorie più importante che l’uomo abbia mai concepito. La teoria dell’evoluzione.

Ma chi era la vittima disegnata tra Natan ricercatore della facoltà di fisica teorica dell’università di Seattle o Cristian studente di matematica quantistica?

Non vi aggiungo altro per non togliere la sorpresa

Mie impressione personali:

si parte con un prologo che mette sin da subito addosso la voglia di leggere l’intero romanzo. Le descrizioni sono buone, ma per una volta voglio mettere da parte tutto quello che riguarda la grammatica, per soffermarmi sullo stile dell’autore. Alessandro Dolce sa essere veramente accattivante nelle descrizioni che fa dei luoghi e dei personaggio che ruotano intorno alla storia poiché riesce come pochi altri sanno fare a catapultare il lettore nel libro.

Anche la sua capacità di descrivere e spiegare in modo semplici e comprensibile gli aspetti più tecnici del romanzo non è da sotto valutare.

Questi sono due aspetti importantissimo senza i quali leggere un libro così corposo sarebbe stato difficile.

Secondo me questo è sicuramente un libro che merita di essere letto, chi ama i thriller si troverà tra le mani una storia unica nel suo genere (e una ventata di aria fresca è quello che serve all’editoria per tornare a fiorire) ma la parte bella di questa storia è nella sua capacità di farti riflettere.

Vengono toccati all’interno del romanzo dei temi profondi che riguardano la religione e la scienza.

Argomenti che ci appartengo e che spesso si contrastano tra loro mettendoci nella condizione di non sapere chi dei due dovrebbe prevaricare.

Recensione a cura di Tranquilli Maria Donata.

 

 

 

 

 

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