Recensire “La croce della vita” di Valentina Marcone è stata una vera sfida nel vero senso del termine, ora vi spiegò perché:

Le invio un messaggio tramite facebook all’autrice, ecco quanto le ho scritto:

“…..okay allora io lavoro così. Leggo il libro, faccio la recensione, scrivo un appunto sull’autore, se ha già scritto, cosa e dove comprare anche altri libri, se ci fossero. Poi rigiro la recensione all’autore che se è d’accordo con quanto scritto mi dai l’okay e io pubblico…. Ovviamente è gratis..”

Qui è nato il malinteso con l’autrice poiché ella ha creduto che se la recensione fosse stata negativa lei ne poteva bloccare la pubblicazione. Forse non sarò stata chiara ma non so come l’autrice ha potuto credere una fesseria del genere; con ciò NON intendo darle dell’IDIOTA come lei ha invece supposto durante il mio tentativo di spiegarle l’equivoco.

Io faccio revisionare all’autore la parte dove si parla di lui e dei suoi precedenti lavori, così d’assicurarmi che i titoli delle opere e i nomi di case editrici presso le quali ha pubblicato, siano scritti correttamente.

Ovviamente un passaggio del genere su di una recensione negativa lo evito, perché promuovere dei libri di un autore per il quale non si ha apprezzato il romanzo appena recensito è da coglioni (scusate il francesismo)

Marcone tu puoi darmi della disonesta quanto vuoi, accusandomi di non esser stata volutamente chiara con lo scopo di ingannarti – non vedo perché avrei dovuto, tu non mi paghi e io non vengo pagata per quello che faccio, anzi non hai nemmeno avuto la decenza di mandarmi il tuo libro da leggere l’ho dovuto comprare su Amazon.

Comunque io ti assicuro (libera di non credermi) che per me era sottointeso che tu non avessi alcun diritto di interferire sul mio giudizio, anche perché se permettessi agli autori di modificare quello che scrivo a loro piacimento tanto vale che si recensiscono da soli, io poi provvederò a pubblicare sul blog i loro testi.

Sicuramente l’esperienza con te mi servirà in futuro per non commettere lo stesso errore.

Quello che però non capisco è il tu accanimento ha non farmi pubblicare questa recensione.

Mi hai detto che hai scritto questo libro per te stessa e che hai volutamente dato vita ad un romanzo privo di svolgimento e fine, perché a te piace leggere storie dove ci sono solo introduzioni.

Mi hai lasciato intendere che per te questa dovrebbe essere una nuova tecnica di scrittura e che pensi che le regole basilari di narrazione: introduzione, svolgimento e fine sono totalmente inutili, sorpassate. Hai persino aggiunto che odi leggere libri che presentano questa banale tecnica di narrazione usata anche nei temi scolastici.

Stando sempre a quanto mi hai detto vuoi scrivere qualcosa di innovativo che non segue le mode, il gregge del quale hai parlato con disprezzo, eppure nel tuo libro ho letto di vampiri in stile famiglia Cullen di Twilight, c’era il conosciutissimo Impring sempre preso dalla medesima serie di romanzi ed hai aggiunto a questo mix di mediocrità e blasfemia – sono una persona atea ma leggere che Lilith fu la prima moglie di Adamo e che siccome non voleva fare l’amore alla missionaria scappo dal paradiso, che poi non capirò mai come poteva essere incinta di un cane quando Dio la trovò. Lei non era una divinità tipo Zeus ne tanto meno il quadrupede con il quale si è accoppiata.

Comunque hai farcito questa miriade di s……e con un’adolescente che sembrava uscita da un romanzo di Moccia.  Well done!

E ti pensavi che alla fine avresti anche avuto una recensione positiva, are you serious?

Il bello se così si può dire, è che nel tentativo di difendere un opera che di difendibile non ha nulla, mi hai anche detto che non ti importa se la gente ama o odia il tuo romanzo, se lo compra o se preferisce altro, e hai aggiunto durante la nostra fin troppo lunga chiacchierata che sei abituata a recensioni negative perché ne hai già avute (non stento a crederlo)

Perciò non capisco perché tu mi abbia tenuta una giornata al telefono chiedendomi di non pubblicare la mia recensione appellandoti al fatto che ero stata poco chiara con te e che se pubblicavo sul mio blog che mi è costato SOLDI la recensione su un libro che mi è costato SOLDI ALLORA NON ERA DI PAROLA, ALLORA ERO UNA DISONESTA, UNA CIALTRONA.

Se di questo libro non ti importa nulla mantieni il punto e continua a FREGATENE!

Concludo quello che per me è stato solo un supplizio spiegandoti ancora una volta perché non posso darti la possibilità di interferire con le mia recensione. Se dò questo privilegio a te, poi dovrei darlo a tutti coloro che verranno dopo di te e allora si che dal mio punto di vista diventerei DISONESTA e CIALTRONA.

 

recensione a cura di Tranquilli Maria Donata

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